Ansia come riconoscerla, gestirla e combatterla

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Ansia come riconoscerla, gestirla e combatterla

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Ogni persona è unica

Ogni essere umano è come un universo, unico e diverso da ogni altra e quindi ognuno di noi reagisce in modo diverso ai differenti eventi ed esperienze della vita che generano grandi emozioni (un matrimonio, la gravidanza, la preparazione di un esame, di una tesi di laurea, ogni genere di dinamica di confronto e relazione con gli altri e il mondo che ci circonda, il lavoro, dinamiche notturne, paure…).

Capita che uno dei modi di reagire più frequenti davanti a questi momenti sia proprio l’ansia, che spesso crea blocchi, perché non sai come riconoscerla, o combatterla.

A seconda dei vari fattori coinvolti, questa reazione può risolversi entro qualche ora, o entro la giornata in cui si manifesta, ma diventa un problema qualora la durata persista e si entri in uno stato di ansia continua, cronica e del quale si perde la fonte di origine. C’è, è sempre lì, 24 ore su 24, come se non ci potessi fare nulla.

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Ma che cos’è l’ansia?

Come in ogni genere di situazioni percepite come pericolo, il corpo reagisce mandando delle risposte, dei segnali, che coinvolgono sia l’aspetto emotivo, sia il corpo stesso, ma anche il modo in cui ci relazioniamo al mondo esterno.

L’ansia è prima di tutto una risposta ad una situazione che avvertiamo come pericolosa, un alleato e non un nemico a prescindere, che invita quindi a porre l’attenzione su quanto sta succedendo, perché potrebbe danneggiarci, o magari ci sta già danneggiando.

Fin qui sembrerebbe tutto a posto, ma il problema principale dell’ansia è che non si attiva sempre nel momento opportuno, oppure non si attiva quando dovrebbe, generando confusione e disturbi di varia natura.

Le forme di ansia intervengono ad esempio nei meccanismi di anticipazione di eventi futuri, dei quali si immaginano le possibili conseguenze. Spesso queste visualizzazioni sono accompagnate da forti stati emotivi, pertanto molto potenti, ma l’inconscio non fa differenza tra ciò che immaginiamo (conseguenze di eventi futuri che non si sono ancora manifestate) e l’esperienza vissuta, dunque si entra in un circolo vizioso che appare inespugnabile.

Come detto in precedenza questo genere di risposta si manifesta in più forme.

Fisicamente i sintomi più diffusi riguardano difficoltà respiratorie (respiro veloce, clavicolare, affannato) con sensazione di soffocamento, tensioni muscolari, aumento del battito cardiaco, dolori al petto, attacchi di panico frequenti, sudorazione, tremolii.

A livello psicologico e comportamentale si creano circoli chiusi di pensieri ossessivi, che sembrano non avere via d’uscita; si ha scarso livello di concentrazione, eccessiva preoccupazione, predominano stati di rabbia e paura fino alla fobia, stati compulsivi, agitazione.

ansia e disperazione

Ansia come riconoscerla?

Ci sono alcuni fattori che possono aiutarti ad individuare la presenza di ansia.

Disturbi del sonno, come insonnia o difficoltà a prendere e mantenere il sonno, che viene interrotto da risvegli in cui il pensiero ossessivo prende subito piede.

Eccessiva preoccupazione per ogni cosa, ogni giorno, in ogni momento della giornata, come se si fosse assaliti da angoscia eterna, fino alla stanchezza cronica.

Attacco di panico, ovvero la manifestazione fisica più devastante che coinvolge l’intero corpo e anche il mondo che ti circonda (vertigini, sensazione di oppressione, respiro affannato, dolori…).

Eccessivo perfezionismo nei propri confronti, la sensazione di non essere mai abbastanza, auto-boicottaggio con giudizi negativi, avere sempre paura di non essere all’altezza e di sbagliare.

Ricercare e rivivere sovente eventi negativi della propria vita.

Ansia, consigli su come combatterla

La formula del chiodo scaccia chiodo non ha mai buoni effetti con l’ansia, dunque cercare di combatterla con violenza e resistenza, senza però cercare di conoscerla e comprendere le radici dalle quali cresce e si manifesta, provocherà solamente l’effetto opposto.

Il primo passo è cercare di capire quale è il filo conduttore e poter quindi arrivare alla fonte, o alle varie fonti, che generano questo disturbo.

Puoi aiutarti tenendo un diario in cui scrivi esattamente come ti senti, come si manifestano i sintomi, i tuoi stati d’animo, come reagisce il tuo corpo, quali sono i tuoi pensieri, chi sono le persone coinvolte…

Facendo così puoi tenere traccia di ciò che ti accade e allo stesso tempo sfogarti scrivendo e, inoltre, rileggerti, ti renderà più consapevole di ciò che ti sta succedendo e soprattutto quando e quanti ti succede e potrà aiutare la mente a cominciare ad aprirsi per accogliere intuizioni, possibili piani di azione/uscita, soluzioni (tieni traccia scritta anche di tutto questo!).

Successivamente si passa all’atto pratico, come se avessi stilato una lista di “cose da fare”, una sorta di “spesa” per stare meglio. Attingi alle soluzioni ed intuizioni che hai annotato e prova a trasformarle in azione. Non scoraggiarti se all’inizio non ottieni subito il risultato desiderato, sappi che già fare un tentativo è utile alla rottura dello schema in cui ti senti intrappolato.

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Sono raccomandati inoltre esercizi di centratura, che ti permettono prima di tutto di osservare e conoscere le dinamiche in cui si manifesta l’ansia, la tua reazione, ciò che accade da dentro. Successivamente ti aiuterà a trovare quel punto fermo, immutabile, senza forma, un punto essenziale in cui l’ansia non c’è, in cui puoi sentirti al sicuro e puoi tornare ogni volta che desideri.

E soprattutto chiedi aiuto quando ne hai bisogno, senza vergognarti o pensare di essere inopportuno!

L’importanza della respirazione

L’attenzione al respiro è fondamentale, soprattutto perché durante le manifestazioni più terribili dell’ansia, ovvero gli attacchi di panico, la respirazione tende a velocizzarsi e a svilupparsi solamente in modo troppo “alto”, come si suol dire (respirazione clavicolare), con tutte le tensioni che ne derivano.

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